Recensione
PAGLIUZZE DI BRUMA
di
Domenico Canale
di
Domenico Canale
L’autore, con questi suoi racconti della memoria,
ha voluto ricordare non solo il suo paese natale, Carrè, ma soprattutto
i personaggi, i luoghi, gli animali domestici, le abitudini di un tempo
che, seppur lontano, appartiene al passato.
Il linguaggio usato è vivace e puntuale nei particolari e sfocia in dramma nel racconto dell’uccisione dei suoi congiunti da parte dei partigiani nel Secondo Conflitto Mondiale e quando fissa la data del 3 ottobre 1953 come la reale scoperta della sua nuova vita di non vedente.
Domenico Canale nel suo narrare, con padronanza e stile, miscela con grande coraggio e con grande maturità momenti lieti e tristi che donano sempre un messaggio di fiducia nella vita e nel futuro.
Il linguaggio usato è vivace e puntuale nei particolari e sfocia in dramma nel racconto dell’uccisione dei suoi congiunti da parte dei partigiani nel Secondo Conflitto Mondiale e quando fissa la data del 3 ottobre 1953 come la reale scoperta della sua nuova vita di non vedente.
Domenico Canale nel suo narrare, con padronanza e stile, miscela con grande coraggio e con grande maturità momenti lieti e tristi che donano sempre un messaggio di fiducia nella vita e nel futuro.
Domenico Canale è nato a Carrè
(VI) il 3 gennaio 1944. dopo un’infanzia caratterizzata da situazioni
anomale, nell’ottobre del 1953, cieco assoluto da circa un anno,
è entrato in un collegio per non vedenti ove ha compiuto i primi
passi scolastici.
Ha poi frequentato le scuole pubbliche a Padova dove,
nel 1965, si è diplomato all’Istituto Magistrale Amedeo
di Savoia. Per qualche tempo ha seguito un corso di laurea all’Ateneo
patavino. Nel 1968 lo ha interrotto per entrare nel mondo del lavoro.
Dal 1995 è in pensione. E’ impegnato da oltre trent’anni
nel volontariato. E’ sposato e ha due figli.

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