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Intervento 2005
A Malpensa costretto ad essere plurihandicappato
di
Davide Cervellin
Venerdì 4 marzo ore 17.00 – Malpensa. Un signore cieco dall’aria tranquilla sui 45 -50 anni – Dario Bianzani – è costretto a vivere un momento di farsa, una vicenda paradossale e, perché no, una grande umiliazione per non avere la vista e per l’incontrare un’organizzazione fatta di idioti, di autentici irresponsabili ed imbecilli.

Dovendo recarsi a Barcellona per passare un weekend con degli amici, arrivato al check-in come altre volte e come siamo soliti fare noi ciechi quando viaggiamo da soli, ha chiesto l’assistenza all’imbarco ovvero la disponibilità di un operatore che gentilmente, accostandosi al fianco, ti accompagni all’aeromobile.

Ma ieri, a Malpensa, per gli operatori della SEA, la compagnia di gestione dei servizi aeroportuali, era un giorno speciale. Forse la neve, i tanti ritardi e i voli cancellati, forse il fatto che in quell’aeroporto accade veramente di tutto, la perdita dei bagagli e altro e altro ancora, sta di fatto che a questo tranquillo signore cieco hanno voluto offrire un servizio veramente eccezionale. “Eccoci pronti” ha echeggiato ad un certo punto una voce alle sue spalle, “si sieda sulla carrozzella”. “Come?” balbetta il signor Dario, “perché devo sedermi sulla carrozzina? Mica sono pluriminorato. Le mie gambe per fortuna ancora funzionano, posso camminare”. “No” ripete l’operatore, “noi abbiamo disposizioni severe. Per un fatto di responsabilità, per problemi assicurativi, noi facciamo assistenza alle persone, anche ai ciechi, solo con la carrozzella”.

Incredibile senso di responsabilità! Meravigliosa attenzione agli aspetti assicurativi! Certo è che a Malpensa, dopo l’anno europeo del disabile, dopo i tanti convegni, stanno veramente degradando nei servizi alle persone disabili.
A Malpensa, come in altri posti, a forza di umiliarci pare proprio vogliano farci capire che noi disabili è meglio che torniamo nei ghetti, non ci facciamo più vedere mescolati agli altri a viaggiare, lavorare, studiare, vivere.

Dario non ha proprio voluto sedersi su quella carrozzella e assecondare l’imbecillità degli operatori che lo volevano plurihandiccapato. Ha rifiutato l’assistenza e ha cercato nella disponibilità di un altro viaggiatore che prendeva il suo aereo, la soluzione per prendere il volo al più presto e andar via da questa nostra Italia così ottusa e discriminante.

Quelli che studiano i regolamenti, quelli che fan le leggi, quelli che si riempiono la bocca di tanti paroloni, di attenzione e di solidarietà, han da riflettere su queste cose che accadono.

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